1975, sonora sconfitta dell’aggressione statunitense al Vietnam

contromaelstrom

Nei primi mesi del 1975, dopo discussioni che interessarono tutto il partito comunista nord vietnamita e il confronto col Viet Cong (il Fronte popolare di liberazione del Vietnam del Sud, di cui i comunisti erano la maggioranza) l’esercito nord vietnamita decise di scatenare l’offensiva finale, secondo la strategia chiamata “campagna Ho Chi Min”. Sotto l’attacco, l’esercito sudvietnamita si disgregò.

In poco tempo l’esercito nordvietnamita e i gueriglieri Viet Cong circondarono Saigon con un imponente schieramento di forze e, il 30 aprile 1975, entrarono nella capitale.

Il personale statunitense presente venne evacuato nella notte tra il 29 e il 30 aprile con un’operazione (Frequent Wind) calcolata per 8.000 persone, ma si affollarono migliaia di sud vietnamiti coinvolti con il regime fantoccio e si creò un disperato parapiglia intorno agli elicotteri.

Sul Palazzo presidenziale nel centro cittadino di Saigon, poi nominato “palazzo della riconciliazione” venne issata la bandiera vietnamita.

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